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[ 20/10/2008 ]

Indagine annuale di Confcooperative sui fabbisogni delle imprese

Teramo, 20 ottobre 2008 – Investire nei sistemi di qualità delle imprese e dei servizi erogati, sostenere gli interventi ed i processi di certificazione, supportare l’accesso al credito ed il contenimento dei costi bancari.

Sono queste alcune delle indicazioni emerse dall’analisi annuale di Confcooperative, che ha chiesto ad un campione di imprese aderenti al Sistema, quali fossero le principali problematiche con le quali si confrontano quotidianamente, e quali, a loro giudizio, sarebbero stati gli strumenti per accrescere la loro competitività sul mercato.

Le indicazioni emerse nella analisi dei questionari confluiranno nel Progetto di sviluppo della cooperazione, che sarà completato entro la fine di novembre, e presentato pubblicamente, insieme con gli altri attori del Forum per lo Sviluppo, a dicembre.

Certificazione di qualità

Il 60% delle imprese cooperative non ha ancora adottato il sistema qualità, uno strumento che il mercato richiede sempre con maggiore frequenza, soprattutto nell’ambito delle gare pubbliche per il settore sociale.

Prendendo in esame questo dato si possono già fare alcune considerazioni.

Chi non ha adottato il sistema qualità lo ha fatto prioritariamente per una ragione economica. Non tutte le cooperative, infatti, possono investire sulla qualità, anche se riconoscono il valore che questo strumento offrirebbe alla propria attività. Le cooperative ne sono consapevoli, ma poi all’atto pratico il reperimento delle risorse diventa un gap troppo ampio da colmare.

Acceso al credito e costi eccessivi dei servizi bancari

Nonostante il 73% degli intervistati dichiara di avere facilità nella collaborazione con il sistema bancario del territorio, altri nervi scoperti sono l’accesso al credito ed il costo dei servizi bancari. L’87% delle cooperative intervistate chiede interventi meno onerosi, richiesta che, con il terremoto finanziario in atto, appare legittima. C’è il serio pericolo, infatti, che gli istituti di credito alzino il costo del denaro o che scelgano una politica restrittiva.

Per questa ragione dovrebbe essere facilitato l’accesso al credito, per il tramite delle cooperative di garanzie, di cui va rafforzato il ruolo.

La struttura organizzativa, il fatturato, l’ambito territoriale di attività

Il 34% delle imprese cooperative ha una forza lavoro che varia da 1 a 5 unità, il 18% da 6 a 10.

Se questo dato viene incrociato con il fatturato - quasi il 70% delle imprese ha un fatturato inferiore al 1milione di euro - ci si rende conto che stiamo parlando di imprese, tutte detentrici di un importante patrimonio di competenze e di know-how, che rischia però di essere emarginato dalla concorrenza delle grandi imprese cooperative provenienti da altre regioni italiane.

L’89% delle imprese, infatti, opera esclusivamente nell’ambito territoriale della regione, e di questi il 41% ed il 15% ha nella provincia e nel comune il proprio ambito territoriale di attività. Solo il restante 11% opera sui mercati nazionali ed esteri.

“Così come è già emerso nel Forum per lo sviluppo della cooperazione, il Sistema territoriale delle imprese cooperative dovrebbe al contempo essere sostenuto ed indirizzato a processi di miglioramento continuo. Chiediamo al territorio, rappresentato da tutti attori all’interno del Forum per lo sviluppo della cooperazione, l’istituzione di un bollino blu per le cooperative virtuose” - afferma il presidente provinciale Giampiero Ledda – “uno strumento che, attraverso un sistema di rilevazione garantito, contribuirebbe a migliorare il Sistema e di responsabilità sociale delle imprese cooperative. Siamo pronti a discuterne perché vogliamo che la cooperazione abbia regole chiare e certe, necessarie soprattutto in un momento come questo, nel quale il sistema cooperativo aspetta da molti anni una legge regionale di riordino. Proponiamo alle istituzioni e agli istituti di credito una programmazione concertata degli investimenti e l’adozione di strumenti efficaci, volti ai processi di capitalizzazione.

Per competere in un mercato sempre più agguerrito, però, è necessario anche che le imprese facciano la propria parte” – prosegue Ledda – “e perseguano logiche di aggregazione. Confcooperative ci sta lavorando, per garantire un futuro migliore a tutto il Sistema. L’associazione, infatti, ha appena avviato una discussione interna con i rappresentanti delle cooperative sociali, per la costituzione di un consorzio, scelta non più rinviabile se si vuole competere ad armi pari sul terreno del libero mercato, nel quale nessuna impresa è più tutelata come accadeva nel passato”.

Formazione, le proposte di Confcooperative

Un altro dei punti toccati nei questionari ha riguardato la formazione. Confcooperative, sulla base delle indicazioni dei propri associati, proporrà alla Cup (Commissione Unica Provinciale) ed alla Regione un documento che contiene una serie di misure, utili per costruire insieme con le altre associazioni di categoria le strategie per migliorare l’attività formativa. Alla Provincia, a cui la Regione ha trasferito parte delle competenze in materia di formazione, si chiede l’avvio di una proficua rilevazione dei fabbisogni formativi delle aziende, coinvolgendo direttamente le associazioni datoriali, per migliorare la coerenza dei corsi con le esigenze delle imprese.

Si chiede, inoltre, che l’Ente sostenga il miglioramento continuo della qualità dei corsi di formazione, indirizzando le agenzie verso un sistema di rating delle agenzia formative, anche mediante percorsi di formazione riservati ai formatori. Ne consegue, quindi, la necessità di misurare l’efficacia del corso, con il coinvolgimento delle associazioni, anche attraverso delle rilevazioni periodiche sulle ricadute occupazionali.

E’ necessario, ancora, migliorare i tempi di erogazione degli anticipi, delle verifiche delle rendicontazioni finali, e portare i tempi di attuazione dei progetti ad almeno 6 mesi, ed avviare la formazione a distanza, che garantirebbe alle imprese e ai corsisti minori costi in termini di risorse economiche e di tempo.

I NUMERI DEL SISTEMA CONFCOOPERATIVE TERAMO

• 140 imprese cooperative associate

• Oltre 200 milioni di euro di fatturato (al 31 dicembre 2006)

• Oltre 2.000 lavoratori stabili di cui 1/3 soci delle imprese cooperative

• 4 Istituti di Credito cooperativo con 24 sportelli e 9.344 soci

• 6.500 soci all’interno del sistema delle cooperative di garanzia


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